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Qualcosa sulla mia pittura

La mia pittura è tutto ciò che ho visto, letto e sentito, ma anche qualcosa che non conosco. Mi interessa un po’ di tutto, per quanto riguarda l’immagine, i graffiti del paleolitico o graffitisti da gli anni Settanta-Ottanta a oggi, i muralisti messicani, ma anche i fumetti. Con gli anni ho maturato questa tecnica, che si è rivolta al passato per immaginare qualcosa di nuovo. Guardo con interesse a i colori e i suoi contrasti. I contrasti che troviamo, nei miei lavori, sono: il contrasto di quantità, il contrasto dei colori complementari, dei colori puri, dove, molto spesso, l’occhio trova l’equilibrio e armonia. Guardo molto ai simboli, alle icone, ai segni che troviamo ovunque: nei nostri telefonini, per la strada, sulla porta dei bagni. Immagini semplificate e stilizzate che ci guidano e aiutano. Io definirei questa pittura, una pittura pittografica e iconica, una pittura molto spesso disegnata in due dimensioni, ma piena di colori.  

 

 Biografia





Mi chiamo Luca Albizi, sono nato a Firenze nel 1969.Mio padre Pietro ha fatto, fin da piccolo, il falegname. Mia madre Marisa, invece, faceva la sarta. Ella cuciva le camicie da notte. Quando frequentavo la prima elementare, dalla sua bottega, mio padre mi portava degli scarti di legno, di varie forme, quadrate, rettangolari… con questi legni piallati e scartati, passavo interi pomeriggi a disegnarci sopra tutto ciò che vedevo con cere e matite. Poi ho cominciato ad incollarli assieme per creare degli oggetti. Il padre di mio padre, il mio carissimo nonno, che non ho mai conosciuto perché venuto a mancare quando mio padre era piccolo, era un contadino che sapeva leggere e scrivere eccellentemente. Egli, di nome Pasquale ma detto Adamo, era un caporale maggiore nella Prima Guerra Mondiale. Mia nonna, madre di mio padre, Giuseppa detta Beppina, era una contadina che, coi ferri, faceva i calzini. Il padre di mia madre, il mio caro nonno Federico detto “il Palle” perché fin da piccolo veniva chiamato “il Pallino”, era un contadino e, per creare cestini, intrecciava ulivo e salcio. Poi come dimenticare la madre di mia madre, la nonna Maria, anch'ella contadina.

Poi..

 

biografia

 


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